Agenzia fotografica Magnum

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Nasce nel 1947 a New York quella che può tuttora essere considerata la più grande agenzia fotografica del mondo. Come grandi erano i quattro fotografi che la fondarono: Robert Capa, Henry Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger. E poco importa se per sancirne la nascita i quattro si incontrarono sul tetto del MoMA o se sia stata una formalità burocratica portata avanti dal solo Capa, visti gli impegni degli altri tre.

Ciò che importa è che, grazie al contributo dei quattro si creò non solo un’agenzia fotografica ma, soprattutto, una palestra di talenti, un’incontro di autori e un mito visivo tuttora in grado di rinnovarsi.

Le personalità e il background dei quattro fondatori dell’agenzia non potevano essere più diverse: Robert Capa, il fotoreporter di guerra con la speranza un giorno di diventare un fotografo di pace; Henri Cartier-Bresson il teorico del momento decisivo con un passato surrealista; David “Chim” Seymour capace di fotografare e comprendere la realtà come nessun’altro; George Rodger che dopo aver visto l’orrore dei campi di concentramento decise di dedicarsi alla fotografia etnografica. Fondarono Magnum proprio per poter mantenere la propria indipendenza fotografica. Una struttura in cui la proprietà intellettuale delle fotografie rimanesse ai fotografi. Fotografi che potevano (e possono) decidere dove, come e per chi lavorare. L’Agenzia nasce dunque con questo fervore e si impone per una capacità fresca e nuova di essere nel mondo e sulla notizia.

La libertà d’azione significava anche non restare assoggettati alle necessità editoriali delle riviste ma potersi concedere reportage di ampio respiro, più personali in cui uno sguardo d’autore possa raccontare al meglio, di più e in profondità una notizia.

In un’intervista del 1957 Cartier-Bresson riassumeva perfettamente quale  fosse questo nuovo modo di muoversi alla Magnum:”Noi spesso fotografiamo eventi chiamati news. Non c’è una maniera standard di avvicinarsi a una storia. Noi dobbiamo evocare una situazione, una verità. Questa è la poesia della realtà della vita”.

Lo svizzero Werner Bischof e l’austriaco Ernst Haas furono i primi due nuovi soci dell’Agenzia. Entrambi erano decisi a perseguire una propria strada tra documentazione e ricerca personale. Nel corso degli anni altri fotografi entrarono nello staff di Magnum tra cui Rene Burri, Cornell Capa (fratello di Robert), Elliott Erwitt e Inge Morath. L’Agenzia si consolidava, acquisendo una fisionomia sempre più originale e riconoscibile, diversa da ogni altra.

Magnum è stata segnata anche da momenti difficili, lutti, e da cambiamenti repentini a cui fare fronte. Nel primo decennio ben tre fotografi di cui due fondatori, Robert Capa e David Seympour insieme al più giovane Werner Bischof, morirono in modo tragico lasciando il gruppo in uno stato di sconforto e grande sbandamento. Ma Magnum reagì, forte dell’idea che anche per i colleghi morti bisognasse continuare con maggiore convinzione.

In una fondamentale lettera del 1962 Bresson ricordava quali fossero i doveri dei fotografi. Bresson scrive: “Vorrei ricordare a tutti che Magnum è stata creata per consentirci, e di fatto obbligarci, a testimoniare il nostro mondo e gli eventi contemporanei, seguendo ognuno la propria capacità e la propria interpretazione[…] Ma quando accadono eventi di particolare interesse […] quando questi avvengono vicino noi, bisogna tenersi fotograficamente in contatto con le diverse realtà che dovessero passare davanti ai nostri obiettivi e non esitare a sacrificare il nostro comfort e la sicurezza. Questo ritorno alle origini dovrebbe tenere le nostre menti e i nostri obiettivi al di sopra della vita artificiosa che spesso ci circondano.” Insomma, un vero e proprio richiamo all’ordine che diede risultati positivi dando vita a reportage che ci hanno consegnato immagini memorabili perchè realizzati pensando non solo alla rapidità di esecuzione ma anche alla voglia di comprendere.

Oltre ai grandi reportage, Magnum si concentra anche sulle storie che solitamente non vengono raccontate. Seguendo questo doppio binario i fotografi Magnum hanno saputo rinnovarsi continuamente e proporre storie diverse e attuali. I fotografi Magnum sono riusciti a creare un ponte ideale che ancora oggi lega il giornalismo e l’arte, l’osservazione e il punto di vista personale.

Anche se lo sbocco editoriale rimane tradizionalmente la spina dorsale di Magnum, gli associati hanno la massima libertà di proporre i propri lavori sotto forma di libri, mostre, vendite di stampe, borse di studio, conferenze e workshop.

Per saperne di più, visitate il sito dell’Agenzia: https://www.magnumphotos.com/