Robert Capa

Un fotografo di guerra che sognava di fotografare la pace

Robert Capa in una fotografia dell'autunno 1935
Robert Capa in una fotografia dell’autunno 1935

Parlare di Robert Capa significa, per il sottoscritto, parlare di uno dei suoi fotografi preferiti. Un fotografo che ha saputo raccontare, con le sue fotografie, le guerre. Sì perchè Capa può essere considerato, anzi, è sicuramente, il padre dei fotoreporter di guerra. Lui, che a soli 25 anni viene definito dalla rivista britannica Picture Post il più grande fotografo di guerra al mondo per i suoi reportages sulla guerra civile spagnola. Ed è proprio in questo contesto che nasce la sua fotografia più iconica: morte di un miliziano

Morte di un miliziano.

Ci fu chi dubitò dell’autenticità di questa foto, ma grazie al lavoro di Richard Whelan, storico della fotografia e biografo di Capa,  che queste voci possono finalmente essere messe a tacere.

Sappiamo infatti quando questa foto venne scattata – il 5 settembre del 1936, dove fu scattata – a Cerro Muriano, vicino a Cordoba, e chi fu il miliziano ucciso, tale Federico Borell Garcìa.

Ma Capa verrà ricordato anche per altre straordinarie testimonianze fotografiche, questa volta della seconda guerra mondiale. E’ infatti accreditato presso l’esercito statunitense che gli permette di essere presente, il 6 giugno 1944 al D-Day, il famoso sbarco in Normandia.

Una testimonianza fotografica di cui fortunatamente si sono salvate alcune fotografie. Infatti, a causa di un errore nella gestione dei negativi, solo 11 foto su 72 sono state pubblicate dalla rivista Life che commentò quanto le foto fossero “slightly out of focus (leggermente fuori fuoco)” a causa del tremito della mano del fotografo.

Foto dello sbarco in Normandia il 6 giugno 1944
Foto dello sbarco in Normandia il 6 giugno 1944
Foto dello sbarco in Normandia il 6 giugno 1944

Ma Capa era dotato di senso dell’umorismo e scelse quel commento come titolo per le sue memorie di guerra.

Questa intraprendenza, questa sua capacità di essere sempre vicino all’azione è dovuto anche dalla scelta, dietro consiglio di un altro grande fotografo, André Kertész, di utilizzare le piccole e maneggevoli Leica 35mm. Le Leica erano state inventate già prima della Grande Guerra, ma sino agli anni ’20 del ‘900 venivano considerate alla stregua di giocattolini. Un’altra frase storica di Capa è “if your photographs are not good enough, you’re not close enough (se le vostre foto non sono venute sufficientemente bene, vuol dire che non siete andati abbastanza vicino)”. Non è dato sapere se Capa si riferisse solo alla vicinanza fisica all’azione oppure alla vicinanza emotiva e di conoscenza dei fatti che si stavano fotografando.

Capa riusciva a trasmettere un forte senso di empatia con la gente, sul campo di battaglia era sempre nelle prime linee. Poteva mostrare l’orrore di un intero popolo attraverso il viso di un bambino.

Capa dopo la seconda guerra mondiale

Terminata la guerra Capa si gode, finalmente, la splendida vita cosmopolita di Parigi da cui scaturirà la nascita dell’Agenzia Magnum. E in quest’ottica aiuterà con grande entusiasmo i giovani talenti della fotografia, invitandoli talvolta ad entrare nell’Agenzia.

Ma Capa ama viaggiare e documentare fatti e luoghi. Parte così, nel 1947, per l’Unione Sovietica in compagnia di  John Steinbeck per illustrare il libro Russian Journal. L’anno seguente visita l’Ungheria, la Polonia e la Cecoslovacchia. Nel 1949 realizza le foto per il libro Report on Israel su testi di Irwin Shaw.

Nel 1954 la casa editrice Mainichi Press lo invita in Giappone per partecipare al lancio di una nuova rivista illustrata. Il viaggio però verrà annullato allorché Capa verrà chiamato per sostituire Howard Sochurek, fotografo di Life, impegnato in un reportage sulla guerra in Indocina. Il 25 maggio Capa è al seguito di un convoglio francese impegnato a evacuare due fortini nella zona del Fiume Rosso. In un momento di pausa, Capa mette un piede su una mina anti-uomo e rimane ucciso.

Il lascito di Capa è imponente per quantità e qualità (oltre all’aver contribuito a fondare l’Agenzia Magnum). Ci lascia infatti 70000 negativi che raccontano i suoi 22 anni di attività. Un’eredità straordinaria per la varietà di eventi documentati, autentiche icone della lotta, della resistenza e della dignità umana davanti alla sofferenza.

Hanno detto di lui:

Durante il suo breve passaggio sulla terra, visse e amò molto. Nacque senza denaro e così morì.  Quello che ci ha lasciato è la storia del suo viaggio irripetibile e una testimonianza visiva che proclama la fede nella capacità degli uomini di sopportare tante avversità e, a volte, di farcela. (Cornell Capa, fratello di Robert)

 

Nonostante tutte le sue invenzioni e i suoi atteggiamenti, da qualche parte, nell’intimo, Capa ha una realtà. E’ il suo talento, un misto di umanità, coraggio, gusto;  in questo si mescolano un atteggiamento romantico, il disprezzo della mera tecnica, l’istinto dell’opportunità, la capacità di rilassarsi. In fondo a tutto c’è persino un pizzico di modestia. (John Hersey)

 

Lui capiva la vita. Viveva la vita intensamente. Ha dato generosamente di quel che aveva da dare alla vita… Ha vissuto da uomo coraggioso, vigoroso e di rara integrità. (Edward Steichen)

 

Capa: è stato un buon amico e un grande e coraggiosissimo fotografo. Le percentuali lo hanno raggiunto e questa è una sfortuna per chiunque ma specialmente per Capa. Era talmente vivo che uno doveva mettercela tutta per pensarlo morto. (Ernest Hemingway)

Come padre fondatore dell’Agenzia Magnum, a lui è dedicata questa pagina: https://pro.magnumphotos.com/C.aspx?VP3=CMS3&VF=MAGO31_10_VForm&ERID=24KL535353

Alcune foto dello sbarco in Normandia: http://www.raistoria.rai.it/gallery-refresh/lo-sbarco-in-normandia-gli-scatti-di-robert-capa/113/0/default.aspx

La pagina dedicata a Robert Capa dall’International Center of photography: https://www.icp.org/browse/archive/constituents/robert-capa?all/all/all/all/1

Bibliografia (breve) di Robert Capa:

  • Richard Whelan, Robert Capa: a biography. Random Press, 1985
  • Robert Capa Photographe. Editions Alfred A. Knopf, 1985
  • Robert Capa. Fotonote, Contrasto, 2004
  • Heart of Spain, Aperture, 1999
  • Robert Capa – Photographies. Nathan, 1996
  • Robert Capa. La collezione completa. Contrasto, 2001
  • Leggermente fuori fuoco. Contrasto, 2002
  • Photographs from Israel. 1948-1950. Zmora-Bitans Publishers, 1988
Robert Capa e Gerda Tardo, Parigi 1935. Foto di Fred Stein.