Che il 2017 segni il ritorno della fotografia chimica?

A quanto pare l’analogico, o meglio il chimico, sta riaffacciandosi sul mercato, così come il vinile per la musica. Nostalgia? Una nuova moda per qualche hippie annoiato? No, signori. La fotografia chimica richiede conoscenza, calma e pazienza. Ogni click fatto è un click che non può essere cancellato. E il rullino non consente migliaia di pose che ci inducono a scattare in una sorta di comfort zone. Nella migliore delle ipotesi si hanno a disposizione 36 scatti e stop. Inoltre prima di vedere i risultati hai voglia tu. Non puoi mica collegare il rullino al computer e scaricare le foto. Nossignore, devi portarlo in laboratorio e fartelo sviluppare e farto fare i provini. O le stampine 10×15. Solo allora puoi vedere i risultati. Ho iniziato con una reflex a pellicola, una canon 3000n con cui ho utilizzato decine di rulli e speso una mezza fortuna in sviluppo e stampa. Ma ero ancora agli inizi del mio percorso fotografico e ho fatto moltissimi errori. Ma ho imparato tanto. Mio padre ha custodito in un cassetto la sua Canon Ftb, che è di qualche anno piu vecchia della macchina in oggetto. Conto di riprenderla in mano quanto prima. Troverete tutti gli sviluppi sul blog (é ancora in lavorazione, ma ci siamo quasi). Per ora godetevi questo video. È in inglese, ma abbastanza comprensibile.

Potete trovare l’articolo su questo link: https://petapixel.com/2017/01/09/using-canon-ae-1-one-greatest-film-cameras-ever-made/

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