Come creare un fotolibro innovativo

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Small Town Inertia © Jim Mortram

Questo articolo è una traduzione dell’articolo originariamente pubblicato dal British Journal of Photography. L’articolo originale lo potete trovare qua: http://www.bjp-online.com/2017/06/on-photobooks-part-two/

Realizzare un fotolibro richiede molte considerazioni, non ultimo l’approccio alla fase di produzione. In questo secondo articolo (potete leggere la prima parte qua: http://marcoscotto.it/theblog/come-progettare-e-pubblicare-un-fotolibro-di-successo-prima-parte/) sulla produzione di un fotolibro di Bob Books , il fotografo ed editore professionista Jim Mortram offre utili consigli nel processo di impaginazione

Quindi, avete pensato a lungo e seriamente se fosse il momento di pubblicare un fotolibro e siete sicuri di avere un pubblico interessato al vostro progetto, e ora? Ora dovete iniziare fisicamente a crearlo, dice David Lewis, la cui esperienza nell’editoria è ormai trentennale.

“Il processo di creazione di un fotolibro deve essere continuamente monitorato per controllare che il lavoro abbia una sequenzialità, controllando eventuali lacune o punti di forza, stampando le foto, mettendole in sequenza ed entrando in simbiosi con esse.”

C’è tanto a cui pensare quando si decide l’impaginazione di un fotolibro, come il decidere quali foto utilizzare, trovando un modo efficace di trasformarle in impaginato. I fotografi dovrebbero avere la selezione finale delle immagini pronte e ben ordinate in anticipo, ci dice Dee-Anna Chorney, digital manager da Bob Books. “Ogni ritocco o modifica alle immagini deve essere fatto prima di iniziare a lavorare sull’impaginazione. Una volta iniziato il processo di creazione del libro non ci si dovrebbe fermare per cercare o riordinare una particolare immagine”.

Ci sono altre considerazioni pratiche ” Quando si sceglie la dimensione, il tipo di carta e la rilegatura del libro dovrete considerare cosa è più adeguato al vostro libro, ma anche in che modo ciò influisce sui costi di produzione e quindi sui possibili margini di guadagno. Stai pensando di posizionare il tuo libro in un segmento alto, a una edizione limitata o vuoi proporlo in saldo o a prezzi bassi e, verosimilmente, riducendo i margini di guadagno?

Cosmic Surgery © Alma Haser

Sia che tu voglia una piccola versione stampata digitalmente o un libro formato A3 a piena apertura, niente è più importante di una ricerca a monte, dice la Chorney.

Potreste anche prendere in considerazione di lavorare con un grafico professionista “avere dei campioni di carta e ordinare un paio di stampe di prova per provare la sensazione che trasmette il libro tenendolo in mano”

“E’ una buona idea avere anche in mente il formato e il numero di pagine […] Lavorare con un grafico professionista vi darà una visione alternativa del vostro libro e potreste trovarvi a vostro agio cedendo a terzi parte del vostro lavoro creativo. Può essere anche utile darsi delle scadenze, ci dice Mary Virginia Swanson nel suo libro ‘Pubblicare il vostro fotolibro’.

Quale che sia il tipo di fotolibro a cui state lavorando è cruciale avere una strategia, in caso contrario potrebbe capitare di perdere delle opportunità o fare dei passi falsi durante questo processo, ci dice ancora la Swanson. La struttura e lo stile dovrebbero riflettere il contenuto del libro laddove possibile sebbene, sempre la Swanson ci avvisi che “i fotolibri hanno più successo quando questi elementi si uniscono ma deve essere ben chiaro che gli editori tradizionali potrebbero non garantire questi fattori. Essi hanno delle limitazioni che potrebbero non funzionare nel mercato di massa.

Image © Masumi Shibata taken from Publish Your Photography Book by Darius D. Himes and Mary Virginia Swanson

Se questo dovesse essere il vostro caso, la Swanson ci consiglia di prendere in considerazione l’auto pubblicazione, realizzando un libro in edizione limitata o pubblicarne una piccola quantità e frequentare i festival dedicati con un fotolibro che possa “indicare il tuo percorso come artista”.

Il fotografo Jim Mortram ha lavorato al suo documentario Small town inertia – che tratta la vita e l’austerità dei sobborghi di una città inglese – per più di cinque anni prima di pensare che fosse il momento giusto per pensare a un libro.

Small Town Inertia © Jim Mortram

Egli ha atteso prima di approcciarsi a un editore pubblicando nel frattempo piccoli frammenti del suo lavoro sul suo blog e nei social media. “Ho dedicato ogni ritaglio del mio tempo libero alla realizzazione delle fotografie e alla raccolta delle testimonianze. Sin dal primo giorno ho sentito un senso di responsabilità e di dovere nello svolgere questo lavoro. E’ un onore ed è fondamentale farlo”

Avendo speso così tanto tempo nel definire le sue storie, quando è arrivato per Mortram il momento di scegliere le foto, il processo è stato semplificato.

“Selezionare le foto per il libro fu veramente semplice e mi portò via poco tempo poichè avevo organizzato tutto il lavoro in ordine cronologico e in una libreria. Sapevo quali immagini funzionavano e ho sempre lavorato duramente nella selezione per ogni singola storia, con una severa autodisciplina per svolgere in maniera ineccepibile il mio lavoro”.

Small Town Inertia © Jim Mortram

Il suo consiglio per chi vuole realizzare un fotolibro è semplice: “Dedicatevi alla vostra passione con assoluta e incrollabile convinzione. Fatti nuove amicizie, aiuta e supporta il prossimo, creati un pubblico che attenda il tuo lavoro e non aspettarti qualcosa per niente”.

Infine, è importante che i fotografi mantengano la titolarità  del proprio lavoro, dice Lewis. Si è sempre detto che i fotografi sono i peggiori editori. Questo è vero alcune volte, ma devono iniziare – devono essere i primi editori del loro lavoro – per un editore o una galleria che vogliono vedere il loro punto di vista sul lavoro, così devono fare una selezione e metterli in sequenza.

Tu [editore, ndr] devi capire ciò che loro [i fotografi, ndr] stanno provando a raccontare. E’ il loro libro così dovrebbero essere loro a dirigerlo.

Small Town Inertia © Jim Mortram

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