Come finanziare e promuovere con successo il vostro fotolibro

Fotografi ed editori esperti rivelano i loro segreti su come finanziare e promuovere il vostro fotolibro.

Small Town Inertia © Jim Mortram

La parte divertente del creare un fotolibro consiste nel decidere quali immagini inserire e come disporle nel libro. Fare questa operazione correttamente è cruciale nella riuscita del vostro fotolibro.

Ugualmente importante è, comunque, reperire i fondi per finanziare i costi di produzione e di distribuzione del vostro prodotto, dice Dee-Anna Chorney, digitalm manager da Bob Books. “Come gestite la logistica e i soldi, avete i soldi per pagare un grosso ordine, un luogo dove tenere le copie e un metodo di vendita e di distribuzione?”, si chiede.

“”Con Bob Books potete provare la qualità del nostro servizio di stampa su richiesta. I libri vengono stampati nel momento in cui vengono ordinati cosicchè non abbiate costi ulteriori oltre a quelli per la copia originale. Tenete comunque a mente che dovrete lavorare duramente per promuovere il vostro fotolibro”.

Per la consulente di fotografia fine-art Mary Virginia Swanson è necessario sapersi destreggiare nella parte commerciale sin dall’inizio.

Small Town Inertia © Jim Mortram

Nel libro da lei scritto insieme a Darius Hime, ‘Pubblicare il vostro fotolibro‘ (ora alla seconda edizione), invitano a pensare a una strategia di marketing. In sostanza, scrivono gli autori, la strategia può essere suddivisa in due parti: la fase che conduce al lancio del libro e la fase successiva alla sua pubblicazione.

La Swanson consiglia di attivare il prima possibile un sito web dedicato con le informazioni sul vostro progetto e sul libro. Questo è particolarmente d’aiuto se il vostro progetto è in grado di attrarre un grosso pubblico, oltre al mondo dei fotolibri. Avere un sito web raggiungibile dal vostro sito web principale. O, se le persone hanno sentito del vostro fotolibro ma non ne ricordano il nome, possono cercarlo con una semplice ricerca su Internet.”

CI suggerisce inoltre di raccogliere le idee per vreare interesse intorno al libro, prima e dopo la sua pubblicazione. Questo può essere fatto attraverso presentazioni itineranti, conferenze o serate in cui si autografano i libri. “Sia che abbiate un editore sia che utilizziate il self-publishing, il vostro lavoro è la commercializzazione. Se avete un editore, affinchè la collaborazione possa durare il vostro libro deve continuare a vendere…Quindi dovete continuare a promuoverlo”, dice la Swanson.

Pensare agli obbiettivi del vostro fotolibro, che comprende il PERCHE’ lo state realizzando e il pubblico di riferimento è un dato di fatto, ma non si può trascurare la fase di finanziamento del progetto che deve essere pensata fin dall’inizio. A meno che non abbiate soldi da parte o donati da un vostro parente, dovete prendere in considerazione l’idea del confinanziamento. Anche lavorando con un editore, ci si aspetta che il fotografo contribuisca in proporzioni significative ai costi di produzione.

Tracy shares a joke with a regular customer at closing time in The Heath Pie Shop, Dagenham, Essex UK © Stuart Freedman

“Il paradigma secondo cui l’editore è pronto a cacciare fuori i soldi è ormai finito”, ci dice Stuat Freedman, che ha utilizzato con successo Kickstarter in due occasioni per i suoi libri ‘The Palace of Memory’ e, più recentemente, ‘The Englishman and the Eel’ con l’editore Dewi Lewis.

“Dewi è molto generoso e ha fatto fronte a diverse spese, ma ‘The Palace of Memory’ richiedeva comunque un fondo iniziale. Lui mi fece un prezzo onesto e, non essendo io benestante, il cofinanziamento era l’unica strada percorribile”

Lavorare con un editore avviato come Dewi Lewis offre un grande supporto e una grande distribuzione, dice Freedman, aggiungendo che “siamo particolarmente critici verso gli editori, ma loro non se la passano benissimo”, alludendo alle sfide che questi devono affrontare per poter continuare a lavorare.

Ma Freedman ci avverte che imbarcarsi in una campagna Kickstarter è una decisione che deve essere ben ponderata. E’ bene documentarsi approfonditamente anche leggendo o parlando con utenti che hanno già effettuato quel percorso.

Altri fotografi sono concordi con quest’analisi cauta, compreso Martin Usborne della Hoxton Mini Press – che ha utilizzato questa piattaforma per due dei suoi progetti: ‘The silence of Dogs in cars’ e ‘Where hunting dogs rest’, pubblicati da Kehrer Verlag. Sebbene gli ovvi benefici del cofinanziamento (oltre a quelli economici) siano i contatti e la visibilità, avviare una campagna richiede tempo e invita i fotografi a non trascurare lo sforzo necessario per gestire ordini internazionali e onorare le promesse fatte ai nostri finanziatori.

“Kickstarter è stato essenziale per il lancio del mio libro e non solo lo ha finanziato, ma ha anche contribuito (e questo la gente tende a dimenticarlo) a creare un pubblico. Avere qualcuno che ti segue e che contribuisce a diffondere il tuo progretto è grandioso sia per il lavoro corrente sia per eventuali progetti futuri”, dice ancora Usborne.

Gestire una campagna di cofinanziamento è come un lavoro part-time C’è un duro lavoro da svolgere anticipatamente, pianificando i contatti e i social media e, durante la campagna, fare in modo che questo progetto rimanga in vita.

Small Town Inertia © Jim Mortram

Jim Mortram, che ha pubblicato il suo fotolibro Small Town Inertia con Bluecoat Press, dice che il suo editore utilizza principalmente campagne Kickstarter, e dedica molto tempo alla promozione del libro, frequentando le varie reti di contatti create nel corso degli anni.

“Il mio approccio è un continuum del mio modo di vivere e mi comporto nel mondo digitale e le comunità – condivido, mi entusiasmo e collaboro con gli altri”

“Non potete aspettarvi gratitudine se voi non ne mostrate agli altri. Io sono costantemente immerso nel lavoro e nelle relazione sociali con altri fotografi. Molte campagne Kickstarter falliscono per mancanza o scarsezza di idee o contenut. Molti sono legati al proprio ego e alla propria vanità, più orientati allo stile che ai contenuti”.

La Swanson concorda con il discorso che più sei coinvolto e più risultati ottieni con il crowdfunding ma lancia un avvertimento “Sono molto cauta verso questo tipo di finanziamento – se non avete almeno una piccola lista di contatti con sperate che il crowdfunding possa risolvere questa carenza. Dovrete comunque avere un pubblico di riferimento”.

Scegliete sempre con cura le fotografie e poi riguardatele ancora – dice Usborne -. Non sottostimate i costi di imballaggio e di consegna dei vostri libri in tutto il mondo – usate società specializzate se potete – e ricordate che le maggiori piattaforme di crowdfunding trattengono una percentuale, esattamente come fanno le società che gestiscono le carte di credito.

“Personalmente ragiono su un credito disponibile al 70% di quanto effettivamente raccolto da spendere nella produzione del fotolibro. Ricordate che tutte le campagne di raccolta fondi hanno comunque dei picchi verso il basso e che ciò vi creerà dei momenti di panico. E’ tutto normale

© Matthew Smith, via Youth Club Archive

Jamie Brett dello Youth club Archive e l’organizzazione No-profit utilizzano Kickstarter per finanziare il progetto ‘The subculture diary e Exist to Resist’ un fotolibro in cui Matthew Smith celebra la cultura della protesta e il delirio inglese degli anni ’90.

Lui concorda sul fatto che fare un’esatta analisi dei costi è cruciale. “Dovremo sempre guardare con estrema attenzioni ai costi anche qualora dovessimo raddoppiare il nostro target, i costi di produzione del libro rimarrebbero molto vicini a quanto erogato dai nostri donatori”

Inoltre ci consiglia di realizzare progetti che abbiano una forte attinenza con la realtà se si è in cerca di un supporto editoriale. E’ importante creare del materiale pubblicitario per la stampa che sollevi intorno al progetto un dibattito e che rafforzi le ragioni per cui si debba finanziare questo progetto”

© Matthew Smith, via Youth Club Archive

Ci sono progetti o soggetti che possono portare un maggior finanziamento da parte delle persone? Justin Kazmark di Kickstarter ci dice che i progetti che raccolgono più fondi sono quelli che raccontano storie poco note o sottostimate o che rivelano nuove prospettive di rilevanza culturale o di problematiche sociali. Le campagne e i progetti che raggiungono i loro obbiettivi hanno diverse cose in comune: 1) spesso raccontano storie che sono coinvolgenti e accattivanti visivamente – i fotografi dovrebbero usare queste qualità a loro vantaggio. Kickstarter è intrinsecamente una piattaforma visuale e i fotografi dovrebbero usare il loro talento per raccontare le loro storie tramite un linguaggio che sappia catturare l’attenzione. 2) gli autori espongono in maniera chiara e con sincerità ciò che stanno provando a raccontare e come le persone possono sentirsi coinvolte in questo processo. 3) essi offrono particolari riconoscimenti che facciano sentire i finanziatori più coinvolti nel processo creativo.

E’ anche consigliabile pensare con estrema attenzione al numero di copie da stampare , cosicchè si abbiano copie a sufficienza da vendere tramite il tuo sito web o tramite le librerie dopo aver inviato a Kickstarter i dovuti riconoscimenti. Documentarsi sul dove distribuire il vostro libro è fondamentale.

© Matthew Smith, via Youth Club Archive

La Swanson ci offre alcuni consigli finali “ci sono molti editori o compagnie che saranno felici di produrre il vostro libro, ma accertatevi della diffusione che questi possono garantirvi, compresi i paesi nei quali sarà distribuito il vostro libro e in quali no. Se hanno una buona distribuzione verificate se potete vendere il libro anche tramite i vostri canali senza che questi entrino in conflitto con quelli del vostro distributore. Le persone danno per scontato che quando gli editori gli mandano un certo numero di copie a un certo prezzo essi possano venderli privatamente tramite sito web o altro, ma non sempre ciò è possibile”.

Infine il suo ultimo consiglio è  quello di non gettarsi nella pubblicazione di un libro finchè non siete certi che sia la soluzione giusta. Può essere costoso sia in termini di tempo e di finanze. Inoltre deve assicurarvi un avanzamento nella vostra carriera.

© Matthew Smith, via Youth Club Archive

 

Questo articolo è stato tradotto dal seguente link: http://www.bjp-online.com/2017/06/onphotobooks3/  e chiude una serie di tre articoli su come creare, finanziare e promuovere il vostro fotolibro.

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