Come progettare e pubblicare un fotolibro di successo – prima parte

Questo articolo è una traduzione dell’articolo, originariamente pubblicato dal British Journal of Photography che trovate qua: http://www.bjp-online.com/2017/05/how-to-publish-a-successful-photobook/

Volete realizzare un fotolibro, ma da dove si comincia? Nel primo di una serie di tre articoli, esperti editori e fotografi che hanno già intrapreso questo percorso, spiegano perché conoscere il pubblico a cui ci si vuole rivolgere col proprio fotolibro, e i motivi per cui volete pubblicarlo, sono le chiavi del successo.

Per segnare il lancio del concorso indetto da Bob Books, stampatore di fotolibri con sede a Londra, il British Journal of Photography (BJP) pubblicherà una serie di tre articoli contenenti informazioni su come realizzare e promuovere un fotolibro. Nella prima parte, fotografi ed editori, condivideranno importanti consigli su ciò che c’è da pensare prima di cominciare.

Realizzare un fotolibro è una pietra miliare importante nella carriera di un fotografo, e richiede un grosso investimento in termini di tempo, energie e soldi. Con così tanti fotolibri che vengono pubblicati ogni giorno, e con la soglia d’ingresso sempre più bassa, come realizzare un fotolibro che renda giustizia al tuo progetto, emerga dalle masse, e soprattutto venda?

L’editore Dewi Lewis, nell’industria dell’editoria da oltre 30 anni, ha lavorato sui libri di fotografi come Martin Parr, Edmund Clark e Stuart Freedman, dice che la prima domanda che il fotografo deve porsi è perché realizzare un fotolibro. “Non molti fotografi si pongono questa domanda”, dice Lewis.

Joe, a scaffolder who has come to live in Southend and this is his first time at Robins. Robins Pie and Mash shop Southend-On-Sea

Da una parte c’è la pressione da parte degli amici – un amico ha realizzato un fotolibro, di conseguenza anche loro sono obbligati a pubblicarne uno. A volte semplicemente non è il momento adatto. Non si può affermare che si tratti di una questione legata all’età, o il punto in cui si trova la propria carriera, alcuni non sono pronti a realizzare un libro prima di aver lavorato in fotografia per 10/15 anni. Altri lavorano a un libro agli inizi della loro carriera”

Quindi, facendo un passo indietro e immaginando le ragioni per realizzare un libro dovrebbero essere in cima alla lista di qualunque autore in erba. Ci sono moltissimi motivi per cui un fotografo dovrebbe imbarcarsi in un’impresa simile: per avanzare nella loro carriera, per creare visibilità o perchè è il fine naturale di un determinato lavoro. In sostanza, non importano le tue ragioni quanto il fatto che tu abbia ben chiaro il motivo per cui lo stai realizzando.

“Molte persone si lanciano nella realizzazione di un fotolibro senza aver ben chiaro quale debba essere il risultato finale”, dice Mary Virginia Swanson, una consulente nella concessione di licenze e nella commercializzazione di fotografie fine-art le cui conferenze in larga parte si trasformano in seminari. “Se i fotografi stanno seriamente pensando al ruolo che avrà il fotolibro nella loro carriera, dovranno considerare cosa accadrà da quel momento, quali legami saranno creati”

“Ciò che trovo problematico è il fatto che molti si lancino nella realizzazione di un fotolibro senza aver realmente riflettuto”, aggiunge la Swanson – che è anche co-autrice del libro ‘Pubblica il tuo fotolibro‘ (sito in inglese), giunto alla seconda edizione. “Quando gli artisti chiedono quante immagini devono avere per il fotolibro, io rispono fai un passo indietro e verifica quale sia per te lo scopo del fotolibro in questo momento perchè, nei fatti, pubblicare un piccolo fotolibro per un piccolo target, come gli iscritti a una mailing-list di 100 persone può essere un perfetto primo approccio per testare le acque in previsione di stampare qualcosa di più grande”

Una volta che il fotografo ha pensato e deciso perchè vuole realizzare un fotolibro, è il momento di pensare a realizzare una bozza di come questo dovrebbe apparire, decidendo anche che formato avrà. Ancora, ci sono un sacco di opzioni, dal realizzare un libro fatto a mano, usare la tecnologia di stampa su richiesta o la stampa tradizionale o la rilegatura. E’ fondamentale pensare a quale potenziale pubblico possa essere rivolto il tuo libro e come possa impattare il modo di produrlo.

A regular customer orders her pie and eels at Arments Pie and Mash shop, London

“Forse state pensando a un opuscolo stampato digitalmente e in economia, oppure [il progetto] potrebbe essere più appropriato per un pubblico più tradizionalista”, dice Lewis. “Il lavoro di un fotografo è diverso da qualunque altro…qualcuno potrebbe avere un progetto dove, con le migliori intenzioni, cento persone lo vedranno, mentreper altri potrebbero potenzialmente esserci migliaia di lettori. Bisogna guardare a quale audience è rivolto e provare ad essere autocritici. Amici e parenti diranno sempre “questo sarà un grande libro”, ma c’è un’audience per il libro?

Stuart Freedman – che ha pubblicato il libro “I palazzi della memoria” che tratta delle caffetterie di Delhi – con Dewi Lewis e che stà lavorando al secondo libro “L’inglese e l’anguilla” che tratta dei locali che servono il cibo tradizionale della classe operaia inglese – concorda sul fatto che è cruciale conoscere e comprendere la tua audience di riferimento. “Se non sai questo, non dovresti fare un libro”, dice.

“Parte dei problemi del fare un libro sono perchè le persone vorrebbero leggerlo – e tu dovrai investire su questo – quindi, se non piaci a una certa audience, non fare il libro, stai perdendo tempo”.

Io sono un fotogiornalista e lavoro nel campo della documentazione tradizionale, in tal senso non creerei qualcosa che sembri splendido, bensì realizzerei qualcosa di bello che facesse dire alle persone “wow, questo è un bel libro e racconta qualcosa”.

In sostanza, la fase iniziale è è orientata a una ricerca accurata – cercando ogni informazione possibile in merito all’industria dell’editoria e in quale settore sarebbe più corretto sottoporre il tuo prodotto.

Alma Haser, che ha realizzato il libro dal suo progetto Cosmic Surgery si è rivolta per avere consigli all’editore Gordon McDonalds, che raccomanda questo approccio.

“Sono andata da Gordon con la bozza del mio libro e mi ha dato tantissimi consigli, ha visto ogni aspetto e mi ha mostrato altri libri da lui realizzati. Gordon mi ha aiutato a valutare i pro e i contro del pubblicare con un editore o realizzarlo con il self-publishing.”

Alla fine Haser ha optato per il self-publishing, utilizzando con successo Kick-starter come piattaforma di raccolta fondi. “Noi [io e il progettista] decidemmo che per questo progetto il self-publishing aveva più senso in quanto non volevamo realizzare migliaia di copie”, dice Haser, “volevamo il controllo su ciò che pubblicavamo”.

Può sembrare un processo laborioso ma abbiamo fatto un esame di coscienza iniziale su ciò che avrebbe potuto funzionare sul lungo periodo. Lewis riassume bene il progetto iniziale: “provare a esaminare perchè si vuole realizzare un fotolibro, a chi potrebbe interessare e che impostazione potrebbe assumere. E’ tutta questione di ricerca iniziale e di consapevolezza di sé. Queste cose sono il punto di partenza”

Se state pensando di realizzare il vostro fotolibro, Bob Books invita i fotografi a sottoporre il proprio progetto per avere un’occasione di vederlo stampato in edizione limitata e pensato su misura. I vincitori saranno menzionati sul sito BJP-online e sui nostri canali social. La partecipazione è gratuita e aperta ai fotografi da ogni provenienza. La data di scadenza per sottoporre il proprio lavoro è il 26 giugno 2017. Trovate qua le info per partecipare.

Nella seconda parte di questa serie di articoli troverete i consigli di fotografi ed editori su come curare e realizzare un fotolibro di successo.

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