E l’arte della critica senza avere le basi per potersi esprimere…

Vi starete domandando come mai un titolo del genere per questo articolo ebbene, ve lo spiego subito.

Oggi è stato pubblicato l’elenco dei vincitori del World Press Photo, prestigiosissimo premio che viene assegnato annualmente ai fotogiornalisti che, in varie categorie, hanno realizzato quella che, secondo una giuria composta da eminenti esperti di fotografia, è la foto migliore per quella categoria.

Ma LA foto, quella che è stata giudicata la migliore in assoluto è stata questa:

Mevlüt Mert Altıntaş, un agente di polizia di 22 anni fuori servizio uccide l’Ambasciatore Russo in Turchia, Andrey Karlov, durante una mostra d’arte il 19 dicembre 2016.

Come riportato nella didascalia, racconta un tragico evento di cronaca avvenuto a ridosso di Natale in Turchia da un agente di polizia che evidentemente aveva un forte astio nei confronti della sua vittima, per motivi politici.

Di questa foto si è detto di tutto compreso, ovviamente il fatto che fosse un falso perchè non si vedeva sangue vicino al corpo della vittima o che fosse troppo perfetta la posa dell’assassino per essere reale. Assassino che poi è stato ucciso dai poliziotti intervenuti poco dopo. Le solite idiozie di gente che dovrebbe continuare a mettere like alle foto di gattini su facebook.

Come ci spiega l’autore della foto, Burhan Ozbilici dell’agenzia Associated Press, lui non si trovava a quella mostra per lavoro ma essendo di strada per tornare a casa ha deciso di entrare a visitarla non sapendo peraltro che ci sarebbe stato anche l’ambasciatore russo. Ha iniziato a scattare alcune foto nel momento in cui l’ambasciatore ha iniziato a parlare per provare a venderle in un secondo momento all’agenzia. L’ambasciatore stava parlando tranquillamente, continua il fotografo, quando ad un certo punto si è udito uno sparo e la gente ha iniziato a fuggire terrorizzata e ha visto il corpo dell’ambasciatore steso a terra e l’assassino che gridava qualcosa che non riusciva a capire. Solo dopo avrebbe scoperto che  si trattava di uno slogan di un gruppo di combattenti in Siria,
al-Nusra Front.  Lui si trovava di fronte all’assassino, senza nessuno che potesse ostacolarne la visione. Dopo aver valutato la situazione, soprattutto per quanto concerne la sua sicurezza personale, ha pensato che l’omicidio dell’ambasciatore russo era una notizia troppo importante e che, come fotogiornalista, era suo dovere documentare l’accaduto.

Ed ecco perchè, indipendentemente dalle altre motivazioni dei giudici, secondo me questa foto meritava il premio.

Ora, leggere su Internet commenti di gente che “mostrare foto di cadaveri è abominevole” oppure “così si incita l’ISIS a continuare” e altre vaccate simili mi fanno ribollire il sangue. Cari commentatori della domenica, vi prego, VI SCONGIURO, se non avete le basi necessarie per commentare una fotografia, lasciate perdere. Continuate a mettere like alle foto dei vostri amici su facebook o a guardarvi sanremo, e reality vari. Non vi obbliga nessuno a mettervi in ridicolo mostrando la vostra ignoranza. Tacete che fate più bella figura.

Per chi invece volesse scoprire tutti i vincitori del World press photo 2017 cliccate qua: https://www.worldpressphoto.org/ . Ci sono foto veramente straordinarie. Inoltre ci sono anche gli altri scatti realizzati dal fotografo vincitore che mostrano lo stato di terrore che hanno vissuto gli ostaggi dell’assassino dell’ambasciatore russo.

Buona visione!

 

 

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