Benerice Abbott

Benerice Abbott (17 Luglio 1898 – 9 Dicembre 1991) fù una fotografa americana nota per il suo progetto di fotografia di architettura e design urbano in bianco e nero della città di New York degli anni ’30 del secolo scorso.

Benerice Abbott fotografata da Walker Evans
Benerice Abbott fotografata da Walker Evans

Benerice Abbott appartiene a una piccola schiera di americani del midwest che portarono il fulcro della cultura americana a Parigi. Lei vi arrivò nel 1921 come scultrice e continuò i suoi studi con Emile Bourdelle. Nel 1923 divenne assistente di Man Ray e due anni dopo rimase impressionata dalla purezza stilistica di Eugene Atget cosa che cambierà completamente la sua prospettiva lavorativa. Successivamente disse “Mi buttai nella fotografia come una papera nell’acqua”.
Nel 1926 aprì il suo studio di ritrattistica fotografando, per i tre anni a seguire, i rappresentanti della cultura mondiale che risiedevano a Parigi.

James Joyce
James Joyce

Uno dei suoi ritratti più toccanti fu quello di James Joyce. La luce grigia, avvolgente e neutra descrive senza enfasi la spilla ornamentale, le sue mani, l’orecchio destro, il suo elegante cappello di castoro, l’aria profondamente affaticata. Joyce, in questa foto, sembra il sopravvisuto di una battaglia troppo dura, da uno shock psicotico causato dal terribile lavoro di mettere così tante parole nell’ordine migliore possibile.

Agli inizi del 1929 fece si recò a New York in cerca di un editore che pubblicasse il lavoro di Atget. Nel vedere la città ne intuì immediatamente il potenziale a livello fotografico. Tornò quindi a Parigi per chiudere lo studio e tornare a New York dove iniziò il suo progetto fotografico sulla città. Iniziò con una macchina fotografica Kurt-Bentzin per passare in seguito a una macchina Century Universal che produceva negativi da 8×10 pollici. Con questa macchina di grande formato iniziò a fotografare la città con la diligenza e l’attenzione ai dettagli che aveva ammirato in Atget. Col suo lavoro, Abbott produsse un documento storico importantissimo soprattutto per quanto riguarda palazzi che in seguito furono demoliti.

Non riuscendo a trovare finanziamenti per il proprio lavoro, fu costretta ad autofinanziarsi lavorando per progetti commerciali e come insegnante presso la New York school of Social Research fino al 1935 quando fu assunta dal Federal Art Project come supervisore del suo stesso lavoro. A quel punto potè continuare il suo progetto anche con l’aiuto di un’assistente. Quando si dimise, nel 1939, consegnò al museo cittadino le 305 foto che aveva prodotto.

Nel 1940 Berenice Abbott diventa picture editor per la rivista “Science Illustrated”. L’esperienza maturata nelle strade di New York la porterà a guardare con occhi diversi le immagini scientifiche, che diventano per lei uno spazio privilegiato di osservazione della realtà oltre il paesaggio urbano. In linea con le coeve ricerche artistiche sull’astrazione, Berenice Abbott realizza allora una serie di fotografie di laboratorio, concentrandosi sul dinamismo e sugli equilibri delle forme, con esiti straordinari.

Dal 17 febbraio al 31 maggio, il museo MAN di Nuoro dedicherà una mostra alla fotografa.

Per informazioni: http://www.museoman.it/it/mostre/mostra/mostra/Berenice-Abbott/

MAN: via Sebastiano Satta 27 – 08100 Nuoro
Tel: +39.0784.252110 – Email: info@museoman.it Web: www.museoman.it

Le fonti per questo articolo:

http://www.atgetphotography.com/The-Photographers/Berenice-Abbott.html

https://en.wikipedia.org/wiki/Berenice_Abbott

http://www.museoman.it/it/mostre/mostra/mostra/Berenice-Abbott/