I grandi fotografi necessitano di determinazione, non di talento

Questo articolo è una traduzione dell’articolo che potete leggere qua: http://www.huckmagazine.com/art-and-culture/photography-2/chris-killip-in-flagrante/

Ho scelto di tradurre questo articolo perchè reputo interessante il racconto che il fotografo fa in merito alla realizzazione del suo progetto fotografico. E di come insista sul discorso della determinazione come fattore fondamentale per la riuscita di un progetto fotografico in cui inizialmente si incontrano difficoltà dovute all’ostilità e alla diffidenza delle persone che devi in qualche modo fotografare.

Si dia quindi inizio alla lettura.

Photography © Chris Killip // The J. Paul Getty Museum

Il fotografo Chris Killip ha fotografato la deindustrializzazione dell’Inghilterra del nord come nessun altro prima di lui. Ora, a distanza di tre decadi, guarda al lavoro svolto con cui ha creato immagini che realmente registrano un luogo e un tempo.

Chris Killip è guidato da un’ossessione per il suo progetto e una determinazione che va ben oltre la ragionevolezza. E’ grazie a questa che ha trovato la sua vocazione, mollando tutto per diventare fotografo. E’ anche grazie a questo suo atteggiamento che il progetto In Flagrante diviene realtà, una delle più approfondite documentazioni del devastante effetto che il processo di deindustrializzazione degli anni ’70 del XX secolo ha avuto sulle comunità del nord dell’Inghilterra.

Originario di Isle of Man, Killip gira in lungo e in largo la Gran Bretagna nel 1974 visitando, in questo viaggio, le città del nord di Newcastle per la prima volta in vita sua. Solo un anno più tardi vi ritornerà e vi si stabilirà per i 15 anni successivi.

“Non avevo nessuna motivazione politica”, mi racconta “mi piaceva la zona e volevo fotografarla meglio che potevo. Ero consapevole del valore storico, più che politico; l’idea che le cose cambieranno e che niente dura per sempre”.

“Questo è il motivo per cui dovresti fare del tuo meglio per ottenere le migliori foto possibili. Fu solo col senno di poi che mi resi conto – io sono il cronista della rivoluzione deindustriale. A quel tempo non ne ero consapevole, ma ero concentrato sul fotografare più industrie che potevo, anche quelle in cui l’accesso era vietato. Perchè sapevo che era importante.”

In Flagrante è importante non solo per la sua ampiezza, ma principalmente per l’unicità della sua vicinanza alle popolazioni, che evitavano i forestieri, accogliendolo, grazie a perseveranza e un pizzico di fortuna.

Costruendo legami sinceri nel corso degli anni, è rimasto amico della maggior parte delle persone fotografate, alcune delle quali non avevano mai visto le foto fino a quel momento. La maggior parte delle amicizie le ha strette con alcuni gruppi di Lynemouth. Raccogliendo e riciclando i rifiuti di carbone dalle spiagge, questi uomini guadagnano un piccolo extra. Ma ciò che Killip per primo ha mostrato non rese felici gli uomini della comunità. Killip arrivò con la macchina fotografica e fu subito allontanato dalla spiaggia. Killip non è tipo da arrendersi così torno il giorno successivo e ancora e ancora per sette anni, invano.

Al settimo anno, dopo essersi ferito mentre fuggiva, decise di andare in un pub per provare a parlare con le persone del luogo. Ha provato che la diffidenza verso gli estranei e i fotografi era giustificata. La maggior parte di coloro che raccoglievano rifiuti dalla costa ricevevano l’assegno di disoccupazione e se la polizia avesse scoperto questi guadagni illeciti, questi assegni sarebbero stati bloccati. Nonostante le sue continue rassicurazioni che nessuno sarebbe stato danneggiato dalle fotografie e che non era un infiltrato delle autorità, il loro diniego continuava. Finchè, nel 1982, il caso ci mise lo zampino.

“Un uomo che non conoscevo entrò nel pub, mi guardò e mi chiese cosa stessi facendo lì. MI chiese se mi ricordavo di lui e gli risposi di no – era più grosso e incuteva più terrore degli altri e questo mi spaventò perchè ero certo di non averlo mai visto prima”, mi disse Killip.

Lui e Trevor (il tizio in questione) si erano incontrati per pochi istanti in un locale mentre cercavano protezione dalla pioggia. “Mi ha offerto un drink”, disse lui alle persone del pub, “il fotografo che viene da Isle of Man sarà con me sulla spiaggia domani mattina dalle 8 in poi. Qualcuno ha qualcosa da obbiettare?” Nessuno rispose.

“Fu veramente strano il modo in cui venni accettato – avevo appurato che per me sarebbe stato impossibile riuscire ad accedere a quel luogo e grazie a una conversazione casuale con quel tizio, che evidentemente mi aveva preso in simpatia, – avevo qualcuno che garantiva per me”.

Killip acquistò un camper così da poter vivere in quella zona per 18 mesi. Ciò gli permise di conoscere la comunità così da poter essere aiutato a fotografare i suoi vicini in un modo assolutamente fedele alla realtà delle persone ritratte. Lo stesso accadde quando Killip decise di spostarsi e andare a fotografare il villaggio di Skinningrove, dove un giovane pescatore garantiva per lui. Anche in questa occasione Killip poté fotografare la vita del luogo in maniera assolutamente fedele. Killip non poteva ancora sapere che le sue immagini stavano catturando lo smantellamento di quello che era il motore trainante dell’economia locale, ovvero le industrie. Quelle stesse industrie che garantivano migliaia di posti di lavoro – metalmeccanici, minatori, costruttori di navi – la cui scomparsa ha lasciato cicatrici tuttora visibili.

“Io sapevo che quelle industrie non sarebbero durate per sempre, ma non avevo compreso quanto velocemente sarebbero scomparse. Penso che nessuno se lo immaginasse.”

Avendo catturato lo spirito di quegli anni, le immagini di Killip vengono tutt’ora appuntati come gli anni della Thatcher, un’etichetta che ha sempre cercato di eliminare dal suo lavoro. Quattro primi ministri si sono succeduti durante la realizzazione di In Flagrante, i cui nomi sono stati tutti riportati nell’edizione più recente del libro.

“Ciò che sto provando a fare è suddividere in parti uguali le colpe e non solo accusare in maniera diretta e sin troppo semplicistica la signora Thatcher”, mi disse, “il problema era più grave di così”

Guardando ora quel lavoro, le foto realizzate da Killip, sono le uniche scattate in uno stato di nervosismo e ansia. Un approccio evidente nel suo lavoro.

“Ho realizzato questo lavoro su pellicola e non sai mai cosa hai effettivamente ottenuto, così ero sempre preoccupato – avrò fatto qualche buono scatto? – non lo potevo sapere. Così mi spinsi oltre e più duramente a causa della mia ansia su ciò che avrei potuto o non  potuto avere. Il digitale sconfigge quest’ansia e questo penso sia un problema perchè con un pò d’ansia addosso puoi fermarti brevemente a pensare cosa puoi ancora raggiungere”

Oggigiorno Killip vive negli Stati Uniti e insegna ad Harward. Considerando che egli ha lasciato tutto ciò che amava in giovane età per dedicarsi alla fotografia, gli chiedo se ha qualche consiglio per i giovani fotografi che si sentono insicuri.

“Non sono un grande sostenitore del talento, ma credo nella determinazione. Molti dei miei studenti hanno un dono, un dono in molti campi. Ciò crea in loro delle difficoltà perché rifiutano di prendere qualunque cosa non sia facilmente a portata di mano. Vedo studenti che si disperano, che vorrebbero veramente essere dei grandi ma trovano difficoltà nel raggiungimento di questo traguardo. Questi sono sicuramente coloro che possono migliorarsi perchè le difficoltà li stanno mettendo alla prova”.

“Non preoccuparti del talento. Trova qualcosa a cui realmente vuoi dedicarti”

Di seguito alcuni scatti realizzati per il progetto In Flagrante

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