Instagram: cinque lezioni d’uso dai fotografi di Magnum

Tre fotografi dell’Agenzia Magnum ci svelano il loro rapporto con Instagram e come utilizzarlo.

USA. New York City, NY. 2014. Cherries spilled on crosswalk.
Christopher Anderson Cherries spilled on crosswalk. New York, USA. 2014. © Christopher Anderson | Magnum Photos

Come parte di una continua ricerca nelle pratiche dei fotografi dell’Agenzia Magnum, è stato chiesto a David Alan Harvey, Christopher Anderson e a Matt Stuart di condividere il loro modo di utilizzo di Instagram, la diffusa piattaforma social che sta avendo così tante implicazioni per i fotografi. Qui presentiamo cinque punti di vista da prendere in considerazione sia per i fotoamatori che per i professionisti che utilizzano l’app.

Instagram posts by Matt Stuart @mattu1. © Matt Stuart

SII TE STESSO

L’assenza di persone che gestiscono la tua attività su Instagram consente di condividere direttamente con un pubblico interessato, che significa per voi una maggiore libertà di sperimentare ed essere onesti con voi stessi nei lavori che pubblicate.

“Prima, quando venivo assunto dalle riviste c’erano parametri da rispettare. Dovevi piacere al Direttore della Fotografia, poi dovevi piacere al Direttore Editoriale e infine l’Editore doveva preoccuparsi degli inserzionisti. Con Instagram hai tre persone in meno con cui confrontarti prima di presentare il tuo lavoro. Le riviste hanno un pubblico di riferimento mentre il target del fotografo è solo chi lo assume. Ecco, quindi, il perchè io ami Instagram e i social media in generale, e cioè che puoi fare ciò che vuoi e crearti il tuo piccolo mondo, hai il controllo completo. Se realizzi qualcosa di interessante attrarrai un certo tipo di pubblico. Chi ti segue, segue te non il National Geographic o il Sunday Times. Loro seguono Te. E se il pubblico cresce vuol dire che stai lavorando bene” – David Alan Harvey.

“Nel mio caso Instagram è importante perchè diventa una sorta di divertente e appagante canale di sfogo. Sono libero di osservare, pensare e scattare fotografie con una libertà e immediatezza impensabile nel mio lavoro.” – Christopher Anderson.

Instagram posts by Christopher Anderson @christopherandersonphoto. © Christopher Anderson

PERSONALE CONTRO PROFESSIONALE: TROVATE LA VOSTRA LINEA DI CONFINE

Instagram è il posto ideale dove i fotografi possono mostrare il proprio lavoro, ma è un luogo dove è anche possibile condividere immagini di istanti di vita personali e privati. Per i fotografi professionisti è importante saper bilanciare questi due aspetti, fornendo scampoli di vita privata pur mantenendo attivo il tuo marchio.

“Penso che il giusto mix sia essere se stessi. Non applico un algoritmo per fare ciò. Cerco di rimanere curioso su ciò che mi accade e divertirmi. Per natura, ciò che si intreccia nella mia vita, fotografie che possono essere più o meno professionali, amici e familiari e tutte le piccole cose che quotidianamente possono accadere e che posso apprezzare o notare” – Christopher Anderson.

“Cerco di essere prodigo sia nel lavoro che nella vita e provo a comunicarlo a un pubblico il più vasto possibile. Per esempio, mia madre mi segue su Instagram e le piace vedere dove sono o cosa sto facendo io o i miei figli – pochi follower sono importanti quanto lei – così posto questo genere di foto affinchè lei le veda. Contemporaneamente i fotografi vogliono vedere l’ultima foto scattata che mi soddisfa, o il libro che sto leggendo o la macchina fotografica che sto utilizzando e così via. Penso che entrambe questo tipo di immagini vadano condivise e mi piace questo mix così eclettico che sembra una finestra aperta sulla mia vita.” – Matt Stuart.

UTILIZZATELO COME UN BLOCCO PER GLI APPUNTI O UN ALBUM

Molti fotografi usano Instagram come un album, ma un album pubblico. Ecco perchè utilizzare Instagram può essere considerato come un’estensione della propria pratica professionale.

“Quando pubblico sul blog, sui social o su Burn Magazine, è per me un gesto naturale. Lavorare con le riviste è quasi fastidioso, come un dolore al sedere. Ogni fotografo ve lo confermerà – è un processo complesso quello che va dall’accettazione del servizio all’essere pagato per esso. Ciò che faccio non è cambiato molto rispetto a quando ero un ragazzo. Scatto foto ogni giorno da allora e sono sempre stato molto prolifico. Ho sempre tenuto un album visuale. Ce l’ho nel DNA” – David Alan Harvey.

“Uso Instagram come album/blocco per gli appunti della mia vita e probabilmente mi ha portato ad essere molto più incline a condividere più di quanto non farei con il mio lavoro. Penso che Instagram sia il più social dei social media, poichè le immagini comunicano molto più rapidamente. E’ bello saltare le farneticazioni furenti di Facebook.” – Matt Stuart.

Instagram posts by David Alan Harvey @davidalanharvey. © David Alan Harvey

IL TUO PUBBLICO, I TUOI CLIENTI

Avere un pubblico che visualizza e interagisce col tuo lavoro significa essere in contatto diretto con potenziali clienti che potrebbero essere interessati ad acquistarlo.

“Guadagno dal mio pubblico vendendo loro workshops, libri e stampe. Il lato positivo di ciò è che tu guadagni in un modo piacevole. Non devi  pagare un affitto per avere un negozio Semplicemente esponi il tuo prodotto e vedi se piace. In ogni caso non hai spese a cui dover fare fronte. I social media sono solo un modo per ottenere più libri, stampe o servizi personali. Non ne faccio un utilizzo fine a se stesso. Per me le foto su Instagram sono semplicemente un modo per avere cose tangibili – libri, stampe, workshop – tutte cose che aumentano di valore. Le vedo come un investimentoche le persone possono fare su loro stessi da ciò che acquistano da me.” – David Alan Harvey.

ABBRACCIATE I CAMBIAMENTI

Piuttosto che suonare le campane a morto per la fotografia, cogliete le opportunità che le tecnologie possono offrire e le possibilità future per i fotografi

“Ogni volta che ci si muove in direzione della tecnologia si guadagna qualcosa e se ne perdono delle altre. Ciò che i giovani fotografi non hanno a disposizione oggi sono le commissioni di lavori da parte delle riviste, ma hanno la propria platea che viene messa loro a disposizione dai social media – se si è capaci di crearla, questa platea, se si è capaci di creare interesse nelle persone – si ha un controllo maggiore rispetto a quello che viene fornito dagli editori. In futuro ci sarà qualcosa che sostituirà tutte queste cose, ci sarà sempre un ricambio continuo. E’ già così per la tecnologia. Per esempio, un domani Instagram potrebbe fornire un supporto più ampio per video di lunghezza maggiore e ciò consentirebbe di raccontare storie sempre più interessanti. Le cose potrebbero anche peggiorare, ovviamente, ma tante migliorie stanno per arrivare” – David Alan Harvey

 

Vi è piaciuto l’articolo (di cui potete leggere la versione originale – in inglese a questo link: https://www.magnumphotos.com/theory-and-practice/instagram-lessons/)? E voi, utilizzate Instagram? Commentate pure l’articolo, se vi và, sulla mia pagina Facebook.

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