Susan Sontag: Sulla Fotografia

Parlare del libro “Sulla Fotografia” di Susan Sontag, equivale a parlare di uno dei testi sacri della fotografia. Non si parla, in questo libro di composizione o di tecnica fotografica o di mera attrezzatura. In questo libro si parla di come la fotografia, nel corso dei decenni abbia assunto un ruolo fondamentale nella società, come medium per descrivere e raccontare la società e i suoi cambiamenti. E di come questo medium venga percepito dalla società moderna e da quelle precedenti. Ormai le fotografie hanno coperto ogni ambito e ci riempiono di messaggi, stimoli perfino, talune volte, prevaricazione.

sulla fotografia, Susan Sontag
Sulla fotografia, Susan Sontag 1973. Edizioni Piccola biblioteca Einaudi

I saggi che a questo tema ha dedicato la Sontag occupano un posto particolare, perché tutti i motivi, le suggestioni, i problemi e le relazioni, vengono non solo ripensati e riproposti con uno sguardo molto attento e perspicace, ma anche verificati allargando di continuo, e in modo felicemente spregiudicato, il discorso all’intera situazione culturale e politica, individuando una rete di significati nell’evoluzione della fotografia che gettano luce nuova e diversa sul fenomeno e consentono una ricapitolazione stimolante ed esaustiva.

E’ uno di quei libri che spesso vengono citati da altri autori nei loro testi (al pari del libro Camera Chiara di Roland Barthes) ed è, pertanto, uno di quei libri che non possono mancare nella biblioteca di qualunque serio appassionato di fotografia.

Vediamo alcuni passaggi del libro:

Essere educati dalle fotografie non è come essere educati da vecchie e più artigianali immagini. Per ogni singola cosa ci sono moltissime grandi immagini che richiamano la nostra attenzione. Dall’invenzione della fotografia, nel 1839, ogni cosa è stata fotografata, o almeno così sembra. L’insaziabilità dell’occhio fotografico cambia la nostra percezione del modo di vedere il mondo. Nell’insegnarci un nuovo codice visuale, le fotografie alterano e allargano le nostre nozioni di ciò che è piacevole nell’aspetto e ciò che abbiamo il diritto di osservare. Le fotografie sono una nuova grammatica e, cosa più importante, un’etica della visuale. Alla fine di tutto il più grandioso risultato della fotografia è quello di darci l’impressione di poter tenere nelle nostre mani l’intero mondo, come un’antologia di immagini.

Collezionare immagini è come collezionare il mondo. Con la fotografia l’immagine è anche un oggetto, leggero, economico da produrre, semplice da portare sempre con se […]. Le fotografie sono forse il più misterioso di tutti gli oggetti che creano e ingrossano l’ambiente che noi riconosciamo come moderno. Le fotografie sono realmente esperienze che noi catturiamo e la macchina fotografica è lo strumento ideale della consapevolezza.

Fotografare è appropriarsi delle cose fotografate. Significa porsi in una certa relazione con il mondo, che assomiglia alla conoscenza e quindi all’aquisizione di potere. Le stampe fotografiche sembrano la forma meno pericolosa […] di trasformare il mondo, ora che costituiscono la maggiore fonte di conoscenza del passato e la ricerca del presente.

CHI E’ SUSAN SONTAG.

Susan Sontag in una fotografia di Richard Avedon
Susan Sontag in una fotografia di Richard Avedon

Susan Sontag nasce nel 1933 a New York ma cresce a Tucson, Arizona. Si laurea in filosofia, letteratura e teologia.

Oltre a scrivere saggi sulla fotografia, la Sontag dirigerà alcuni film e documentari.

COme attivista per i diritti umani per più di due decadi, la Sontag dirigerà dal 1987 al 1989 L’American Ceter of PEN, organizzazione internazionale di scrittori dedicata alla libertà di espressione e ai progressi della letteratura. Da questa posizione lancerà numerose campagne contro la persecuzione e la prigionia degli scrittori.

I suoi scritti appaiono in numerose pubblicazioni quali il New York Times, The New Yorker etc.

Muore nel 2004 a New York.

Maggiori approfondimenti su Susan Sontag si possono trovare sul sito della fondazione a lei dedicata: http://www.susansontag.com/index.shtml