Perchè è importante per i fotografi allestire una mostra personale

Dominic Hawgood, Under the Influence, TJ Boulting, 2015

Fariba Farshad, fondatrice e direttrice del festival Photo London e uno dei giudici dell’International Photography Award 2018 ci spiega come organizzare una mostra personale che funzioni.

Fariba Farshad è coordinatrice della rinomata consulta culturale Candlestar, che ha sviluppato e insediato grossi progetti in tutto il mondo, compreso il Prix Pictet. Nel 2015 ha fondato il festival Photo London con la collaborazione di suo marito, Michael Benson che è rapidamente diventato uno degli eventi fotografici più importanti in calendario, per il quale il vincitore dell’IPA 2018 e altri quattro classificati vinceranno un viaggio totalmente pagato con accesso Vip e promozione.

Prima di questo, Farshad ha trascorso dodici anni al London Institute, ora Università delle Arti di Londra dove dirige l’unità Sviluppo e Ricerca IT lanciando tantissimi progetti innovativi. Ha anche curato numerose mostre sostenendo il lavoro di fotografi indiani contemporanei. Più di recente ha organizzato lo spettacolo Burnt Generation che esamina la vita in Iran dalla prospettiva di otto grandi fotografi iraniani il cui lavoro raramente è stato esposto al di fuori del paese.

Nella corsa alla data di chiusura per l’IPA 2018, Farshad condivide i suoi consigli sul perchè una mostra personale sia importante sia per i fotografi emergenti sia per quelli già avviati.

Juno Calypso, TJ Boulting, 2016

Qual è l’importanza di una mostra personale per fotografi, siano essi emergenti o già avviati, sia in termini di avanzamento della loro carriera e nell’avere un ritorno pubblicitario?

Per i fotografi emergenti poter avere una mostra personale li aiuta a portare il proprio lavoro a una platea più vasta in un momento chiave della loro carriera. Lo abbiamo constatato con numerosi fotografi che hanno esposto al Photo London, compresi Thomas Mailaender, Sohei Nishino e Juno Calypso. Per i fotografi già avviati invece una mostra personale, programmata al momento giusto della loro carriera, può rinverdire un progetto datato ridandogli interesse. E’ una buona occasione anche per mostrare nuovi lavori.

Cosa è necessario per una mostra personale ben riuscita?

Tutto dipende dalla storia che il fotografo e il curatore vogliono raccontare e la forza della loro collaborazione. Se il racconto è chiaro e coerente e se l’artista è preparato ad accettare decisioni difficili compresa quella di sacrificare lavori che si ritengono tra i propri preferiti, se questo può aiutare a migliorare la narrazione complessiva. In questo caso ci sono le condizioni affinchè la mostra sia un successo.

L’abilità di un progetto di diventare una mostra personale di successo è una caratteristica che lei ricerca nella valutazione per l’IPA 2018?

Sì, è di fondamentale importanza. Il lavoro è così potente da poter camminare con le proprie gambe? C’è sufficiente coerenza e varietà per generare un pubblico che lo segua?

Per poter tradurre con successo un lavoro in una mostra personale, il lavoro deve essere collegato come fosse una serie: ci deve essere sufficiente forza creativa da rendere chiaro che ciascun segmento individuale è parte di una narrativa più consistente. Ma deve anche essere in grado di variare nei toni e nell’approccio per mantenere coinvolto ci visualizza il lavoro.

Felicity Hammond, TJ Boulting, 2016

Cosa guarderai quando dovrai giudicare all’IPA? Hai qualche consiglio da dare ai partecipanti di quest’anno?

Eccellenza artistica e l’abilità di presentare i lavori in serie coerenti.

Come suggerimento consiglio di cercare un curatore di fiducia e chiedergli di visionare il proprio lavoro; siate pronti a considerare i loro consigli anche se ciò dovesse significare eliminare le vostre foto preferite.

Pensi che il valore di una mostra personale stia cambiando in questo mondo sempre più digitale, ora che gli artisti possono curare e promuovere il proprio lavoro tramite canali differenti?

Può darsi, sebbene sia preoccupata che l’artista prenda il controllo completo sulla fase curatoriale, sebbene ciò sia possibile nel mondo digitale. Così facendo perderebbero i benefici di consigli da parte di terzi, che valuterebbero il loro lavoro con occhi imparziale. Non tutti i fotografi sono in grado di valutare correttamente e imparzialmente il proprio lavoro.

Quali sono state le migliori mostre degli ultimi anni e perchè?

Ce ne sono state così tante ma ce ne sono alcune che mi vengono subito in mente. Recentemente Hiroshi Sugimoto alla Marian Goodman Gallery, Graciela Iturbide alla Rose Gallery a Los Angeles; Sarah Charlesworth al LACMA e Thomas Ruff alla Whitechapel Gallery.

Personalmente ho molto apprezzato la mostra di William Eggleston alla National Portrait Gallery e la straordinaria mostra di Richard Mosse alla Jack Shainman a New York e alla Curve Gallery a Barbican.

In ognuno di questi casi le mostre erano curate in maniera eccezzionale, rendendo ciascuna mostra un importante sondaggio sulla carriera dell’artista o concentrandosi su un singolo aspetto del loro lavoro che fosse un tema specifico o un nuovo progetto.

Felicity Hammond, TJ Boulting, 2016

Il presente articolo è stato tradotto da questo (http://www.bjp-online.com/2017/11/fariba-farshad-solo-exhibition-ipa-2018/#closeContactFormCust00) in lingua inglese pubblicato sul sito del British Journal of Photography. I diritti sulle immagini sono dei rispettivi proprietari che sono stati correttamente menzionati.

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