Post-produzione e drammatizzazione di una foto in bianco e nero

Benvenuti a questo primissimo appuntamento con i tutorial su Adobe Lightroom. In questa guida vi mostrerò come ottimizzare e rendere più “drammatica” una foto in bianco e nero.

Vi illustrerò i passaggi da me svolti per arrivare da questa immagine:

Vista panoramica da piazza Aquilino Cannas a Cagliari
Vista panoramica da piazza Aquilino Cannas a Cagliari

a questa immagine:

msf_urban-0052-Modifica Ma prima una breve premessa.

Ho realizzato la fotografia originale utilizzando la mia fotocamera fuji x-e2s con la macchina già preimpostata per lo scatto in bianco e nero, con parametri di configurazione del bianco e nero personalizzata. Le fuji hanno un ampia serie di impostazioni di personalizzazioni del bianco e nero che aiutano a simulare il bianco e nero delle loro pellicole. In più sono previsti i classici filtri per il b/n che, al tempo dell’analogico, si mettevano davanti all’obiettivo per enfatizzare determinati cromatismi della scena ripresa. Io ho impostato il mio bianco e nero con un filtro rosso e impostato il bilanciamento del bianco su una temperatura di 2500 gradi Kelvin, così da poter recuperare quanti più dettagli possibili dal cielo e avere, già in macchina un buon contrasto e una buona drammatizzazione. E la dimostrazione è lo scatto originale.
Altro vantaggio delle mirrorless, fuji in questo caso, ma penso anche di altre case, soprattutto rispetto alle reflex, è che il mirino elettronico visualizza esattamente quello che sarà il risultato finale. Vedere in tempo reale il risultato finale consente al fotografo di capire quando ha raggiunto il corretto settaggio di iso/diaframma e tempo di scatto, per ottenere il risultato che aveva in mente.
Questa foto è stata scattata in una giornata estremamente nuvolosa e le nuvole, si sa, in una fotografia di paesaggio giocano un ruolo fondamentale, quindi era importante che la macchina registrasse quanti più dettagli possibili delle stesse per poter poi, in fase di sviluppo, lavorarci su per aumentarne la drammatizzazione.
Per far si che ciò accadesse era prevedibile che la parte inferiore dell’immagine risultasse sottoesposta. Ma non era un problema. Avrei recuperato il tanto di esposizione in fase di sviluppo della foto stessa.
Pertanto, scaricata la foto sul computer e opportunamente catalogata, sono passato alla fase di sviluppo con Adobe Lightroom, programma che adoro.
Vediamo dunque di analizzarla questa fase di sviluppo.
La prima cosa che andava assolutamente fatta era quella di ripulire la foto dai segni della polvere sul sensore della macchina che sono abbastanza fastidiosi.

individuazione e rimozione dei punti neri lasciati dalle impurità del sensore.
individuazione e rimozione dei punti neri lasciati dalle impurità del sensore.

Per questa operazione ho utilizzato lo strumento Spot Removal di Lightroom e attivato l’opzione Visualize Spots. E’ importante, quando si usa questo strumento, selezionare aree contigue a quella da correggere così da preservarne l’uniformità.
Una volta pulita l’immagine possiamo passare alla fase di sviluppo più importante, ovvero dare maggiore imponenza alle nuvole sottoesponendo l’area e, per contro, aumentare l’esposizione della parte inferiore. E’ quindi un lavoro da suddividere in due fasi.
Lo strumento per queste operazioni è sicuramente il Graduated Filter che ci consentirà di effettuare tutte le regolazioni necessarie solo nell’area selezionata dal filtro.

utilizzo del filtro graduato
utilizzo del filtro graduato

Selezionando l’opzione “Show selected mask overlay” possiamo vedere graficamente quale sarà l’area affetta dalle regolazioni che andremo a fare. Prima di procedere però disattiviamo quest’ultima opzione così da poter vedere gli effetti delle regolazioni stesse.

03_impostazioni per le nuvole
impostazione dei parametri di regolazione utilizzati per la zona superiore dell’immagine

Con il filtro graduato abbiamo sottoesposto la zona selezionata e aumentato leggermente il contrasto. Ora possiamo passare all’area inferiore dell’immagine. Sempre usando il filtro graduato ma questa volta aumenteremo l’esposizione e aggiungeremo un pelino di contrasto così come abbiamo fatto anche per l’area superiore. Nell’immagine seguente vediamo l’area inferiore selzionata.

impostazioni del filtro graduato per la parte inferiore dell'immagine
impostazioni del filtro graduato per la parte inferiore dell’immagine

E di seguito le regolazioni apportate:

05_impostazioni per la parte inferioreUna volta effettuate queste regolazioni chiudiamo il filtro graduato cliccando sul pulsante Done posto sotto l’immagine. A questo punto rimangono due passaggi prima di completare lo sviluppo. Il primo consiste nell’aumentare il contrasto dell’immagine regolando i punti di bianco e nero e aumentando il contrasto e la nitidezza dei toni medi. I parametri che imposteremo in questa fase sono ovviamente soggettivi in base ai gusti. Io ho usato i seguenti parametri:

06_aumento_constrasto generale
Ora possiamo fare un confronto tra l’immagine iniziale e quella attuale:

07_before_after_regolazioniOra non rimane che il tocco finale. Ovvero applicare un filtro che simuli una delle migliori pellicole in bianco e nero che io abbia mai utilizzato prima di passare al digitale ed è la Ilford Hp5 plus da 400iso. Questa particolare regolazione è ottenibile utilizzando il plugin Silver Efex 2 di Google.
Per passare l’immagine al plug-in clicchiamo sulla foto col tasto destro del mouse, selezioniamo l’opzione Edit in e Silver efex pro2.

08_passaggio a silver efexE i relativi parametri di configurazione dell’immagine:

09_parametri file per silver efexIn silver Efex pro 2 seleziono, dal menu a discesa nella sezione Tipi di pellicola, la Ilford Hp5 plus 400iso e la applico alla mia foto. Per tornare a Lightroom basta semplicemente cliccare sul pulsante Salva.
E siamo arrivati alla fine di questa breve guida sull’enfatizzazione e drammatizzazione di una foto in bianco e nero. Personalmente amo moltissimo le foto molto contrastate, spesso con i neri belli chiusi e la grana ben marcata che quella particolare pellicola restituiva.
Spero che abbiate trovato interessante questa mia guida e ricordatevi: Lightroom è uno strumento bellissimo se ben utilizzato e se, soprattutto, si ha ben chiaro quale deve essere il risultato finale.
La post-produzione, anche così marcata, non è (va doverosamente ricordato) un’invenzione del digitale o del mondo dell’informatica. Fior fiore di fotografi del passato erano soliti lavorare in camera oscura i propri negativi o le proprie lastre fotografiche per ottenere i risultati che avevano in mente e che le macchine fotografiche (di allora come di adesso) non potevano spesso restituire.
Ma questo è un altro discorso e ci tornerò senz’altro in futuro.

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