Qual’è la vostra finalità con la street photography?

Proviamo a ragionare sulle motivazioni dei fotografi che oggi vogliono fare fotografia documentaria nelle strade.

Questo articolo è stato tradotto dall’articolo originale, scritto da Alex Coghe, e che potete leggere su questo sito web: http://www.alexcoghe.com/so-what-is-your-goal-with-street-photography/

Quale  motivazione: mi è stato chiesto in molte interviste. Perchè mi piace fare fotografia per le strade, prendendo dei rischi dopo tutti questi anni? In questo post non voglio parlare di me ma voglio indagare sulle motivazioni di altri fotografi nel volersi cimentare in questi genere fotografico. Partendo dalle mie motivazioni.

Solo. Io.

A dispetto di tutto io sono uno street photographer. E’ ciò che faccio per la maggior parte del tempo, anche quando sono impegnato in un servizio fotogiornalistico su commissione. La mia essenza, la mia anima, il mio intero corpo è quello di uno street photographer, che prova in ogni istante a documentare la condizione umana. Sono uno street photographer con o senza la mia fotocamera. Questo perchè, a mio avviso, essere uno street photographer è una condizione mentale. Nessuno potrà cambiare ciò. Non è semplicemente un’etichetta. Ho persino un tatuaggio nel mio braccio sinistro che riporta la scritta Street Photographer.

Sono italiano. E sono passionale. In ogni cosa che faccio, altrimenti mi annoierei in fretta. Ed è per questo motivo che spesso mi arrabbio su alcune cose della moderna street photography. Semplicemente perchè la amo. E ne sono totalmente coinvolto.  Non sono qua per scherzare o per mera presenza su Internet. Potrei abbandonare internet domani che continuerei ad essere uno street photographer. Non lo faccio per potermi vantare della mia presenza sul web o per ottenere consensi. La street photography per me è vita.

Solo. Street Photography.

Per la maggior parte degli altri fotografi la street photography è solo un genere fotografico. Un genere complicato. Per altri è solo un genere noioso. Alcuni di essi forse non sanno come approcciarsi a questo genere.

Il brivido, l’adrenalina che genera la street photography è unica. Quando cominci è difficile rinunciare completamente a questo genere. Alcuni abbandonano, altri lo dichiarano, ma quando la passione brucia forte, difficilmente abbandoni. Ogni situazione è differente in città, non tutto si può gestire e devi essere pronto a catturare la realtà così com’è. Senza messe in scena. Solitamente un buon street photographer è interessato a documentare la condizione umana. Ciò che è tipico, cò che è bizzarro, lo strano, il divertente e la miseria, lo sviluppo e le differenze, i cambiamenti della società in quello che è il più grande palcoscenico: gli spazi aperti. Credo che i fotografi storici abbiano tracciato la strada e mi riferisco a Garry Winogrand, Lee Friedlander, Joel Meyerowitz solo per citarne alcuni dei pionieri.

In questi anni non sono mai uscita per strada con l’intenzione di fotografare, bensì sono momenti che ho visto e che ho catturato mentre la mia vita procedeva

E’ abbastanza evidente che le motivazioni di chi fa street photography oggi siano differenti. E la ricerca del consenso, la febbre della condivisione, i milioni di gruppi fino ai festival e ai concorsi hanno generato un impoverimento e un appiattimento della proposta ed è veramente difficile distinguere i bravi fotografi, coloro i quali saranno considerati un domani i maestri del genere. Così come nella musica imperversano Justin Bieber, Lady Gaga e tutti quelli usciti dai talent show, senza un vero talento, la street photography è in una fase difficile. Per me è evidente e solo coloro i quali fanno parte di quella schiera di fotografi senza talento saranno in disaccordo.

Le motivazioni oderne sono per lo più sbagliate e tra queste c’è sicuramente quella di voler diventare famosi. Ma questo è un male della società, quella che da visibilità ai vincitori dei talent show. Non stupisce quindi sche esistano programmi pessimi come Master of Photography. Ridurre tutto a una mera competizione è il  problema di oggi.

Ho parlato dei problemi della street photography anche in un recente post in cui rispondo a un articolo di Michael Ernest Sweet. Sono assolutamente certo che i buoni street photographers non basano il loro lavoro sulla mera ricerca del consenso o alla partecipazione a concorsi tipo lensculture. Ho già detto che i vincitori di certi concorsi sono sempre gli stessi, con la stessa estetica, con lo stesso approccio. Essi si limitano ad imitare talvolta Bruce Gilden o Alex Webb o Martin Parr. Ma sono dei pessimi emulatori. Niente di più che emulatori. Non credo in quanti copiano ciò che è gia stato fatto, essi stanno solo rimarcando la loro mancanza di idee e di visioni.

Quindi, qual’è la vostra finalità con la street photography?

E’ necessario concentrarsi sul proprio lavoro. Dobbiamo concentrarci sulla nostra vita e come coniugarla con la street photography. La Street oggi può essere avvicinata solo come un modo di far parte di un gruppo ma questo può non essere un buon modo di realizzare del buon materiale.

Io penso che il segreto sia quello di essere coinvolti. Essere realmente coinvolti in ciò che si fa e non per semplice appartenenza a un gruppo o solo per il gusto di pubblicare le proprie foto su Facebook o Instagram. La comunità degli street photographers è per la maggior parte composta da ottimi elementi e raccomando a tutti di unirsi a questa parte sana della street photography ma questo è possibile solo mantenendo la propria integrità e rimanendo entro un confine che rispetta la propria visione e il proprio stile di vita perchè solo in questo modo un fotografo può raggiungere il risultato più importante: avere un proprio stile.

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